Fumo in gravidanza e fertilità dei figli maschi: cosa dicono gli studi
Il fumo in gravidanza riduce gli spermatozoi dei figli da adulti? Numeri verificati sugli studi europei, cosa è solido, cosa è esagerato e cosa si può fare.

Che il fumo in gravidanza pesi sul peso alla nascita è noto da decenni. Meno noto è che diversi studi lo collegano anche alla produzione di spermatozoi dei figli maschi, vent'anni dopo. Qui trovi i numeri controllati sugli studi originali, cosa è solido, cosa viene esagerato e cosa ha senso fare oggi.
In breve
- I ragazzi esposti al fumo materno in gravidanza hanno in media meno spermatozoi da adulti: circa un quarto in meno di conta totale nello studio europeo più citato.
- Lo stesso studio ha misurato testicoli più piccoli di circa 1 ml. Una seconda analisi danese, più ampia, trova differenze nella stessa direzione ma un po' più piccole.
- Il rischio sembra crescere con il numero di sigarette, ma i dati sulla dose vengono da campioni piccoli e con margini di incertezza ampi.
- Sono studi osservazionali: mostrano un'associazione forte e ripetuta, non una condanna individuale. Molti uomini esposti hanno valori del tutto normali.
- L'idea che gli effetti passino per "sette generazioni" non ha basi negli studi sull'uomo.
Cosa hanno trovato gli studi
Lo studio di riferimento è di Tina Kold Jensen e colleghi, pubblicato nel 2004 sull'American Journal of Epidemiology. Tra il 1996 e il 1999 i ricercatori hanno raccolto campioni di seme da 1.770 giovani uomini in Danimarca, Norvegia, Finlandia, Lituania ed Estonia, durante la visita di leva. Le madri hanno compilato un questionario insieme ai figli, indicando anche se avevano fumato in gravidanza.
Dopo aver corretto per i principali fattori di confondimento, compreso il fumo dei ragazzi stessi, gli esposti avevano in media:
| Parametro | Differenza rispetto ai non esposti | Intervallo di confidenza 95% |
|---|---|---|
| Conta totale di spermatozoi | −24,5% | da −9,5% a −39,5% |
| Concentrazione (milioni per ml) | −20,1% | da −6,8% a −33,5% |
| Spermatozoi mobili | −1,85 punti percentuali | da −0,46 a −3,23 |
| Volume dei testicoli | −1,15 ml | da −0,66 a −1,64 ml |
Fonte: Jensen TK et al., Am J Epidemiol 2004 (n = 1.770). Valori aggiustati dall'abstract.
L'associazione compariva nei singoli centri, con un'eccezione interessante: in Lituania solo l'1% delle madri aveva fumato in gravidanza, troppo poche per vedere un effetto.
La conferma danese
Nel 2011 Ravnborg e colleghi, dello stesso gruppo di Copenaghen, hanno analizzato 3.486 uomini danesi con età mediana di 19 anni, raccolti tra il 1996 e il 2006. Anche qui i figli di madri fumatrici avevano meno spermatozoi e testicoli un po' più piccoli.
La conta totale era di 119 milioni negli esposti contro 150 milioni nei non esposti, circa il 21% in meno. Il volume testicolare era di 14,0 contro 14,5 ml. Gli esposti mostravano anche ormoni legati alla produzione di spermatozoi un po' più bassi, una pubertà leggermente più precoce e un indice di massa corporea un po' più alto.
Gli autori aggiungono un'avvertenza importante: queste differenze possono non essere clinicamente rilevanti per il singolo, ma contano a livello di popolazione. Se sposti verso il basso la media di molti uomini, aumenta la quota di chi finisce sotto le soglie che rendono più difficile concepire.
Un dettaglio di metodo: lo studio del 2011 nasce dallo stesso programma danese del 2004 e il periodo di raccolta si sovrappone. È quindi una conferma su un campione più grande, non una replica del tutto indipendente.
Più sigarette, più rischio?
Un terzo studio danese, di Jensen MS e colleghi (2005), ha cercato una relazione con la dose. Su 522 uomini di cui si conoscevano le abitudini della madre, il rischio di oligozoospermia (meno di 20 milioni di spermatozoi per ml) era:
Con più di 10 sigarette al giorno il rischio stimato era 2,6 volte quello dei figli di non fumatrici. La direzione è chiara, ma i limiti vanno detti. L'intervallo è ampio, da 1,2 a 5,8. Il gruppo da 1 a 10 sigarette non raggiungeva la significatività statistica. Anche le differenze nella concentrazione media non erano significative.
Un'altra coorte danese, che ha seguito 347 figli di donne intervistate durante la gravidanza, ha trovato una relazione inversa con la conta totale. Con più di 19 sigarette al giorno la conta era più bassa del 38% e il volume del seme del 19%. Solo l'associazione complessiva e il volume, però, superavano la soglia di significatività.
Perché l'effetto potrebbe durare
Il testicolo si forma durante la vita fetale. In quel periodo si moltiplicano le cellule di Sertoli, che da adulto sostengono la produzione di spermatozoi, e i precursori delle cellule germinali. Una review del 2012 conclude che i testicoli più piccoli e la peggior qualità del seme negli esposti fanno pensare a un effetto tossico proprio su queste cellule.
Gli esperimenti sui topi vanno nella stessa direzione. Esponendo le madri al fumo durante gravidanza e allattamento, i figli maschi da adulti avevano meno cellule staminali degli spermatozoi, più danni al DNA e una fertilità ridotta. È un modello animale, utile per capire il meccanismo ma non trasferibile pari pari all'uomo.
Il punto da chiarire è che nessuno studio sull'uomo ha verificato se e quanto queste differenze si possano recuperare. Diciamo che il danno è plausibilmente legato a una finestra precoce dello sviluppo, non che sia dimostrato irreversibile in ogni caso.
Tre generazioni, non sette
C'è un'osservazione biologica corretta che circola spesso. Durante la gravidanza le cellule germinali del feto si formano già. In una gravidanza sono quindi coinvolte la madre, il feto e, in un certo senso, i futuri figli del feto.
Da qui a dire che il fumo segna "sette generazioni" il salto è enorme. Gli studi citati misurano una sola generazione, i figli. Non ci sono dati sull'uomo che mostrino effetti sui nipoti, tantomeno oltre.
Cosa dice davvero la ricerca
Lo spunto di questo articolo è un post di Marco Guercioni (@the___doc). Ecco le sue affermazioni principali, confrontate con gli abstract.
- Confermato — "I figli di madri fumatrici hanno circa un quarto di spermatozoi in meno." Vale per la conta totale (−24,5%) nello studio europeo del 2004.
- Confermato — "1.770 ragazzi in 5 paesi, concentrazione −20,1%, testicoli più piccoli di 1,15 ml." I numeri corrispondono all'abstract.
- Da precisare — "Replicato su 3.486 danesi nel 2011." Le differenze vanno nella stessa direzione ma sono un po' più piccole (−21% di conta totale, −0,5 ml di volume testicolare), e i due campioni vengono dallo stesso programma danese.
- Da precisare — "Oltre 10 sigarette al giorno il rischio di oligozoospermia raddoppia." La stima è addirittura 2,6, ma viene da 522 uomini, con un intervallo da 1,2 a 5,8 e un gruppo intermedio non significativo.
- Da precisare — "Non è recuperabile perché le cellule si stabiliscono in vita fetale." Il meccanismo è plausibile e supportato da modelli animali, ma l'irreversibilità non è stata misurata nell'uomo.
- Confermato — "In gravidanza sono coinvolte tre generazioni." È un dato di embriologia: le cellule germinali del feto si formano durante la gestazione.
- Smentito — "Sette generazioni." Non c'è alcuna evidenza nell'uomo oltre la prima generazione di figli.
Il post segnala anche che un numero viene spesso ripetuto male. Non sappiamo a quale si riferisse. L'errore più comune che si incontra è scambiare la conta totale (−24,5%) con la concentrazione (−20,1%): sono due misure diverse e la riduzione di "un quarto" riguarda solo la prima.
Cosa si può fare
Questo non è un articolo per colpevolizzare nessuno. Smettere di fumare è difficile, la dipendenza da nicotina è una condizione medica e molte delle madri di questi studi erano incinte negli anni '70 e '80, quando le informazioni erano diverse. I dati servono a orientare le scelte di oggi.
- Se stai cercando una gravidanza o sei incinta, parlane con il medico di base o con il ginecologo. Smettere prima o all'inizio della gravidanza è l'opzione migliore, ma ridurre ha comunque senso rispetto a non fare nulla.
- Chiedi aiuto, non fare tutto da sola. In Italia esistono centri antifumo pubblici e il Telefono Verde contro il Fumo dell'Istituto Superiore di Sanità (800 554088). Medico e farmacista possono indicarti le opzioni adatte in gravidanza.
- Coinvolgi il partner. Il fumo passivo in casa conta e anche il fumo del padre influisce sulla qualità del suo seme.
- Se sei un uomo esposto in gravidanza, non c'è motivo di allarmarsi. Se state cercando un figlio senza riuscirci da 12 mesi, un andrologo può prescrivere uno spermiogramma, che è l'unico modo per conoscere i tuoi valori reali.
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Prova NurvanDomande frequenti
Mia madre fumava in gravidanza: sarò sicuramente meno fertile?
No. I dati descrivono medie su migliaia di uomini. Molti esposti hanno valori normali e diventano padri senza difficoltà. Se hai dubbi o state provando da tempo, lo spermiogramma è l'esame che risponde davvero.
Conta più il fumo della madre o quello del figlio da adulto?
Negli studi citati l'effetto del fumo in gravidanza resta anche dopo aver tenuto conto del fumo dei ragazzi stessi. Il fumo da adulti ha effetti propri sulla qualità del seme, quindi smettere conviene comunque.
Le sigarette elettroniche in gravidanza sono un'alternativa sicura?
Gli studi qui discussi riguardano le sigarette tradizionali. Sulle sigarette elettroniche in gravidanza i dati sulla fertilità dei figli sono ancora scarsi: è un tema da affrontare con il ginecologo.
Gli effetti riguardano solo i figli maschi?
Questo articolo parla di qualità del seme, quindi di figli maschi. Il fumo in gravidanza ha effetti ben documentati anche su altri aspetti della salute del bambino, indipendentemente dal sesso.
Fonti
- Jensen TK et al., 2004. Association of in utero exposure to maternal smoking with reduced semen quality and testis size in adulthood: a cross-sectional study of 1,770 young men from the general population in five European countries. Am J Epidemiol 159(1):49–58. PMID 14693659 · DOI 10.1093/aje/kwh002
- Ravnborg TL et al., 2011. Prenatal and adult exposures to smoking are associated with adverse effects on reproductive hormones, semen quality, final height and body mass index. Hum Reprod 26(5):1000–11. PMID 21335416 · DOI 10.1093/humrep/der011
- Jensen MS et al., 2005. Lower sperm counts following prenatal tobacco exposure. Hum Reprod 20(9):2559–66. PMID 15919771 · DOI 10.1093/humrep/dei110
- Ramlau-Hansen CH et al., 2007. Is prenatal exposure to tobacco smoking a cause of poor semen quality? A follow-up study. Am J Epidemiol 165(12):1372–9. PMID 17369608 · DOI 10.1093/aje/kwm032
- Virtanen HE, Sadov S, Toppari J, 2012. Prenatal exposure to smoking and male reproductive health. Curr Opin Endocrinol Diabetes Obes 19(3):228–32. PMID 22499223 · DOI 10.1097/MED.0b013e3283537cb8
- Sobinoff AP et al., 2014. Damaging legacy: maternal cigarette smoking has long-term consequences for male offspring fertility. Hum Reprod 29(12):2719–35. PMID 25269568 · DOI 10.1093/humrep/deu235 (studio sui topi)
Articolo ispirato a un post di Marco Guercioni (@the___doc). Fonti consultate tramite PubMed.
Nota: contenuto informativo, non sostituisce il parere di un medico o di un professionista qualificato.


